Intervista ai L’Etiope

Intervista ai L’Etiope

Chi sono? di seguito la bio

L’Etiope è un progetto musicale nato nel 2015.

I componenti:

 -Andrea Cocco (cantante e chitarrista)

Alex Roggero (bassista)

e i due fratelli

-Gianluca  Tosi(batteria e percussioni)

-Guido Tosi (sintetizzatori, chitarra e seconde voci).

Genere

Il genere, difficilmente etichettabile a causa delle molteplici influenze, viene con ironia definito dal gruppo come retro-indie-cantautorale.

Album

“I nonni sono morti” vuole essere un modo deciso di indicare il passaggio all’età adulta. Compromessi e difficoltà non possono più essere rimandati.
L’EP, autoprodotto, è stato registrato presso La Sauna Recording Studio mentre il mastering è stato curato da Giovanni Versari.
La copertina dell’album è una foto “ritrovata” raffigura due giovani abbracciati di fianco ad un pianoforte, negli anni ’50 o inizio ’60.

Intervista ai L’Etiope

1.L’Etiope, il nome che vi siete dati è ispirato al film di Nanni Moretti “Ecce Bombo”, perché?

Appena ci siamo conosciuti, abbiamo notato quanto l’universo dei primi film di Nanni Moretti fosse un legante molto forte tra noi. Ci piaceva l’idea di accostare il nome della band a quel modo grottesco ed esistenzialista di rappresentare le difficoltà dell’approccio alla vita, alla società e alle relazioni umane.

Lo abbiamo fatto attraverso un ‘non-personaggio’ di Ecce Bombo, l’amico etiope di Mario, il dissociato che straparla di fantapolitica e di quotidiane messe in scena della vita. Come abbiamo scritto nella descrizione della nostra pagina facebook, L’Etiope (con la ‘E’ maiuscola) è una figura misterica, un moderno Godot che possiede la verità ma solo su argomenti poco significativi e piuttosto bizzarri.

2.“I nonni sono morti” titola il vostro album, come mai questo titolo così negativo?

Abbiamo tutti intorno ai trent’anni e durante una chiacchierata tra noi, venne fuori che tutti i nostri nonni sono già morti.

Essendo la difficoltà del passaggio alla vita adulta l’argomento principale che lega i pezzi del disco, abbiamo pensato che questo fosse un modo efficace, seppur forse un po’ forte, di rendere l’idea.
3.Cosa ne pensate dei nonni e cosa pensate della morte?
Domanda complicata. Coi nonni solitamente si ha un rapporto più rilassato che coi genitori, perché non rappresentano l’autorità quanto piuttosto un mondo generoso e ovattato in cui si ricevono regali e si ascoltano vecchie storie.
I nonni sono la nostra memoria vivente, spesso il centro del nucleo familiare e di conseguenza anche un sistema di valori (più o meno condivisibili) di riferimento. Della morte, come della nascita, apprezziamo l’assoluta giustizia ed equità, perché come diceva George Carlin: “Ognuno la ottiene una volta”.
4.Ho notato che tifate/simpatizzate per il St. Pauli, squadra di calcio tedesca. Non siete gli unici musicisti che si esibiscono con tali magliette ( vedi Doctor Krapula), il vostro perché.
Guido, il tastierista, ha un lavoro che prevede trasferte ad Amburgo. Durante una di queste , un pomeriggio assolato, si è imbattuto in orde di tifose del St.Pauli che, festanti e rigonfi di birra si dirigevano allo stadio.
Non conoscendo la squadra e la storia della stessa si è sentito dapprima intimorito dal look parafascista che potrebbe suggerire il nero ed il logo della squadra, ma dopo una rapida ricerca su Google si è rassicurato e ha comprato la felpa incriminata. E’ un ricordo di come l’abito non fa l’ideologia.
5.Nella classifica “La popolarissima di Rock.it”  basata sui propri lettori. Avete ottenuto un buon piazzamento(link 45°), considerando che non avete agenti, segno che la vostra musica piace. Secondo voi cosa della vostra musica piace di più agli ascoltatori?

Abbiamo un sacco di parenti, praticamente abbiamo mobilitato tutta la provincia di Cagliari. Scherzi a parte è difficile da dire, forse è l’eterogeneità delle nostre influenze musicali o i tentativi di dare originalità alle strutture (non c’è praticamente nessun ritornello, per esempio).

Noi cerchiamo semplicemente di essere onesti con noi stessi e non accontentarci mai di una soluzione insoddisfacente e forse, alla fine dei conti, questa sorta di deontologia si percepisce e ci ha premiati.
6.In 12 maggio 1974 (data del referendum sul divorzio in Italia) parlate di matrimonio. “…da due anelli abbiamo generato una manetta…” pensate realmente che il matrimonio sia in un certo senso un carcere? Cosa ne pensate del matrimonio e cosa del divorzio?
Non pensiamo che il matrimonio sia un carcere in assoluto, ma essendo mediamente considerato in società come una tappa obbligata nella realizzazione di una persona, succede spesso che si scelga di affrontare questo passo senza le dovute maturità e consapevolezza; in tal caso il rischio di “generare una manetta” è molto alto.
Detto questo la canzone si riferisce a un caso particolare, in cui nella prima strofa parla il marito, nella seconda la moglie e nella terza parlano insieme, avendo ritrovato l’unione nella consapevolezza di dover divorziare. Il titolo è generale ma è legato a una scelta collettiva e individuale al tempo stesso. Il 12 Maggio 1974 si è votato, e abbiamo deciso di poterci lasciare l’un l’altro per ridurre inutili sofferenze e problematiche individuali.
7.Il vostro omaggio a Piero Ciampi con una personale reinterpretazione de “Il vino” .(brano del 1971 contenuto nel disco “Piero Ciampi”). Perché proprio Piero Ciampi? I membri de “L’Etiope” preferiscono il vino o la birra?
Guido (il tastierista) propose di fare quel brano, ma non riuscivamo a “uscirlo bbuono”, stavamo lavorando ad un arrangiamento troppo simile all’originale. Poi qualcuno ha tirato fuori una linea di basso un po’ più swingata (stavamo ascoltando Gato Barbieri in macchina verso la saletta) e qualcun altro ha aggiunto le chitarrone. In tre minuti era praticamente pronta.
Parlando invece di Ciampi, ormai è abbastanza sdoganato. Quando Guido andava al Liceo (quando lo “scoprì”) era praticamente uno sconosciuto, e ascoltarlo lo faceva sentire un pioniere carbonaro. Purtroppo, per quante cover tu possa ad oggi fare di Piero Ciampi, l’intelligenza musicale italiana non lo ha ancora del tutto riconosciuto per i suoi meriti.
Per quanto riguarda il vino o la birra non abbiamo particolari preferenze.
Di sicuro però possiamo dire che a tutti noi piace molto bere sia birra che vino. Come si dice: “ubriachi a metà, soldi buttati.”
Canzone che parla di qualcuno che non vuole alzarsi dal letto mentre guarda il giorno scorrere implacabile attraverso la finestra.  Oltre a essere una metafora del non volersi prendere le responsabilità che ci propongono le circostanze della vita è proprio una prosopopea, ovvero sia un racconto dove parlano oggetti inanimati o qualità astratte, sia uno scritto con uno stile altisonante e quasi borioso (Per es: “chimere accorron per scacciare il giorno/e fugare un mondo opaco e disadorno”).
9.Parlateci del progetto di film collettivo in Super8. (link)
Guido il tastierista è decisamente, forse troppo, appassionato di fotografia a pellicola, camera oscura e quant’altro. Seguendo il progetto del suo amico Luca Chinaglia ( che ringraziamo), ha contribuito a 14 Reels, un film collettivo dove 14 diversi registi ( più o meno noti nell’underground della cinematrografia “a passo ridotto”) hanno girato ognuno una bobina super8 ( che dura 3.15 min) nella propria città.
Queste bobine sono state poi sviluppate a Bologna e montate a Gorizia in un unico filmato.
Il filmato non ha volutamente il sonoro perché ogni volta che è stato e verrà proiettato sarà musicato dal vivo, ogni volta con uno score e musicisti diversi, spesso locali, come nella prima assoluta a Bologna dove hanno accompagnato la proiezione i bravissimi Hobocombo.

Qualche mese fa è toccato anche a noi musicare dal vivo 14Reels, allo Spazio Oberdan di Milano. Esperienza unica e bellissima, in meno di un mese abbiamo composto 14 temi diversi per poi proporli dal vivo. Forse ad oggi la migliore cosa che abbiamo fatto. E poi la sera stessa è caduto il governo Renzi.

QUI il link della sonorizzazione dell’Etiope (link)
10.Sogni nel cassetto.
Vivere di musica in una casa abitata da amici e compagne/ mogli, e molto vino.
Una collaborazione con Tommy dei Perturbazione sul nostro primo disco.
Un concerto su un vulcano alla fine del mondo, come teorizzava Scriabin.
Andare a Sanremo 2018 e litigare con tutti, sfasciando i camerini.
Oppure un cane parlante che suoni mediocremente il violino.

Intervista ai L’Etiope a cura di Ester Coppola

Su www.ildialogo.org

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