Intervista ai Quarzomadera

Intervista ai Quarzomadera

A cura di

Ester Coppola

1.Perché Quarzomadera?

L’idea del nome nome arrivò in un periodo di nostro particolare interesse per la mineralogia, poco dopo avere composto i primi brani, agli inizi del 2000. Il quarzo madera (scritto staccato in questo caso) è una particolare pietra ottenuta scaldando con gli ultravioletti i comuni cristalli di ametista, è di colore tendente al giallo e dall’aspetto lucente: secondo la cristalloterapia è in grado di favorire l’analisi introspettiva e il conseguente risveglio dell’anima.

2.Il vostro album Apologia del calore come nasce e il perché di questo titolo?

Siamo sempre stati del parere che un disco vada concepito, realizzato e pubblicato quando si ha realmente qualcosa da dire, sia in termini di musica che di testi e questo ci è sembrato il momento più giusto per noi. Sono passati ben quattro anni dall’album precedente, quindi tutto il tempo per accumulare idee, concetti ed informazioni che hanno trovato il loro naturale sfogo in queste otto tracce, le quali chiudono, come ci eravamo prefissati sin dai nostri esordi, una tetralogia dedicata ai quattro elementi esistenti in natura: l’acqua con “Cardio & Psiche” (2006), l’aria con “Orbite” (2009), la terra con “L’impatto” (2012) ed ora appunto il fuoco con “Apologia del calore”. Il titolo è quindi strettamente legato all’elemento che esso rappresenta, alla musica e ai testi contenuti nei brani stessi (che riteniamo essere tra i più abrasivi fra quelli pubblicati fino ad ora) e al particolare momento sociale che stiamo vivendo, così scosso da continui e forti contrasti, spesso purtroppo anche distruttivi e autodistruttivi.

3.Oggi tra la gente, anche nel saluto per strada, si può constatare una certa freddezza. Abbiamo bisogno di più calore?

La vita contemporanea, specie nei grandi centri urbani e nelle zone limitrofe, scorre veloce e frenetica, spesso anche il solo saluto tra due persone che si incrociano casualmente pur conoscendosi può risultare problematico. C’è sicuramente bisogno di più calore, ma per generarlo occorrono prima la scintilla e la fiamma all’interno di ognuno di noi, nel nostro cuore e nella nostra mente. Le varie risse televisive ad esempio ed i molti atteggiamenti arroganti sul web, specie se inutili, gratuiti e con il solo scopo di mettersi in mostra, non favoriscono di certo questo processo: credo sia necessario stare un po’ alla larga anche da queste cose, le quali possono influenzare negativamente sia l’umore che il comportamento delle persone.

4.“Nel nucleo”, primo singolo dell’album, ma anche parte centrale e fondamentale della cellula. Cosa c’è di più importante nella vita dell’essere umano? E in quella dei Quarzomadera?

Nel primo caso deve essere la capacità di sapere ascoltare e la volontà/ disponibilità di voler comprendere le ragioni del prossimo: ogni possibile sviluppo parte in realtà da questa situazione, ma con certe esibizioni di ego gratuite ed arroganti tipiche dei nostri tempi ogni sforzo può risultare anche vano. Per quanto riguarda noi consideriamo anche importante essere sempre coerenti con noi stessi e con gli altri, cercando di portare avanti la nostra attività artistica finchè le forze ce lo consentiranno, perché è il modo più diretto di far sapere a più persone possibili qual è la nostra visione del mondo e come vorremmo in realtà vederlo.

5.In “Giochi per dimenticare” si può ascoltare “ …guardati dalle sirene, prenditi quello che vuoi, salvati, corri con quello che hai, seguimi e non cadrò…”: è un invito a non soffermarsi sulle impressioni (secondo un famoso detto “l’abito non fa il monaco”), ad andare avanti con le proprie forze, bendare il passato, ma seguire un leader condiscendente inseguendo i propri sogni, ma prostrandosi pur sempre a quel leader per far sì che egli non perda potere e possa continuare ad accontentarli. Né banalizzando il passato né consacrandolo credo sia un modo corretto per poter volgere lo sguardo al futuro, il sottomettersi a chicchessia non rende la vita dell’essere umano dignitosa.

Per noi il potere decisionale e le idee sono e saranno sempre nelle mani dei popoli, nelle coscienze e nel buon senso delle persone, il concetto di leader si deve associare semmai solamente a chi guida attività umane, pratiche, lavorative che richiedano un ordine preciso indispensabile per la loro funzionalità. “Giochi per dimenticare” è un brano composto molto tempo fa, addirittura prima che nascessero i Quarzomadera, ma mai pubblicato ufficialmente prima d’ora: crediamo che ognuno di noi abbia il dovere e il diritto di conservare ricordi del proprio passato, ma allo stesso tempo il brano vuole essere un invito a trarre esperienza da questi per cercare di migliorare presente e futuro, propri e di tutti, perché come sappiamo molti non sono buoni ricordi. Non esiste persona che non abbia commesso errori nel proprio passato, piccoli o grandi Quarzomaderacoverche siano, tuttavia bisogna imparare a conviverci serenamente, senza soffermarci o indugiare troppo su di essi, perché a lungo andare può risultare dannoso. E’ più utile in questo caso guardare avanti.

6.In “Il gregge:”…più punti in alto e più il gregge ti segue, muovilo tu il tuo gregge…più ti fomentano…più sei luce.. se alzi la voce… e più il tuo gregge ti segue”. Alla fine della canzone manda a quel paese il leader con tutto il suo gregge dall’esternazione si evince il non voler far parte della massa schiavizzata subdolamente? Ma anche un’esortazione ad essere più lupi e meno pecore?

Dipende da quale significato si vuole attribuire all’immagine del lupo. E’ prima di tutto la constatazione di un certo modo di intendere le gerarchie sociali in modo rigoroso, ferreo e assoluto che storicamente non ci piace e poi un’esortazione a mantenere sempre alto lo spirito critico, senza seguire ciecamente e incondizionatamente chi cerca di buttarti fumo negli occhi nascondendo in realtà interessi personali e giochi di potere occulti che vanno a vantaggio di pochi.

7.Era loop. Menti chiuse in involucri dell’indifferenza. Indifferenza e freddezza della società. Un mondo differente non può essere costruito da persone indifferenti (Peter Marshall).Non ho paura della cattiveria dei malvagi ma del silenzio degli onesti (Martin Luther King). Su una parete della nostra scuola c’è scritto grande “I CARE”. È il motto intraducibile dei giovani americani migliori: “me ne importa, mi sta a cuore”. È il contrario esatto del motto fascista “me ne frego” (Lorenzo Milani).

Il peggior peccato contro i nostri simili non è l’odio ma l’indifferenza: questa è l’essenza della mancanza di umanità (George Bernard Shaw).Cosa ne pensa del silenzio omertoso?

Penso purtroppo che in tutto il suo carattere negativo faccia oramai parte della storia e della cultura            del nostro paese. Con questo non voglio certo dire che non esistano onestà e trasparenza nella nostra società, ma certe radici sono molto profonde e dure da estirpare: speriamo ci riescano in un futuro prossimo le nuove generazioni “I Care” appunto, magari anche con l’aiuto del tempo: spesso riesce a cancellare anche le macchie più indelebili.

8.Amico di ieri dedicata ad un vento, come mai un vento? Nella canzone si fa riferimento al deserto, agli antichi pionieri e al loro sogno di libertà, inevitabilmente, mi son venuti in mente i tanti profughi che scappano via dalla guerra attraverso il mare e che, purtroppo, spesso sono vittime di stereotipi , cosa ne pensa?

Amico di Ieri è un singolo delle Orme del ’75 ed è l’unica cover dell’album, la prima da noi registrata su disco: espone il tema di come il vento in passato (l’amico di ieri) fosse fondamentale per tutte le attività umane (i mulini, la navigazione, il volo e quindi il traffico commerciale, gli scambi culturali, la scoperta di nuove terre, ecc.), mentre oggi, col progresso raggiunto, è considerato dai più solo come un fastidioso elemento della natura. Per quanto riguarda i profughi di oggi, vale lo stesso discorso dei profughi di tutte le epoche: chi scappa da qualsiasi guerra merita rispetto, accoglienza e solidarietà per il solo fatto che la ripudia, cosa che per principio dovrebbe fare ogni essere umano dal profondo della sua anima.

 9.Progetti futuri.

Fare molti live perché li consideriamo l’essenza dell’essere musicista, avere sempre più visibilità perché i nostri messaggi raggiungano più persone possibili ed essere sempre e costantemente attivi, perché solo così possiamo dare forza, sostanza e credibilità a ciò che proponiamo.

10.Sogni nel cassetto.

Quelli che riguardano noi due sarebbero troppi da elencare, potremmo dire di essere quasi ingordi di sogni, ma siamo anche coscienti di vivere in una società che, specie negli ultimi tempi, non ti permette di realizzarli facilmente. Uno però è sempre doveroso ricordarlo e ricordarselo nell’interesse di tutti ed è quello di contribuire nel proprio piccolo, anche se in modo infinitesimale, a creare una società decisamente migliore di quella che stiamo vivendo, perché i molti problemi che la affliggono sono oggi più che mai sotto gli occhi di ognuno di noi.

 

Su www.ildialogo.org 

 

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