Intervista Davide Pagnini

 Intervista Davide Pagnini

A cura di

Ester Coppola

1)Nella sua biografia si legge che all’età di 7 anni ha iniziato a studiare pianoforte, ora suona anche la chitarra quale strumento le piacerebbe suonare?

Ho iniziato con il pianoforte e lo considero il mio strumento preferito tra tutti. E’ un amore che mi porto dentro da sempre, e un po’ rimpiango il fatto di non aver continuato lo studio di questo strumento. Dall’età di 10 anni in poi, dopo essere stato ammesso al Conservatorio, la chitarra (prima classica poi acustica) è stata lo strumento principale e dominante di tutta la mia vita, compagna fedele di ogni mia giornata. Con lei ho composta tutta la mia musica e ho suonato in giro per l’ Italia le mie canzoni. Non escludo, però, un ritorno alle origini, cioè allo studio del pianoforte. Se dovessi ripartire da zero, probabilmente, lascerei qualsiasi strumento melodico per concentrarmi totalmente sulla ritmica. Evviva la batteria!!

2) “Alla follia”, un susseguirsi di antinomie, non lasciando nulla al caso, o meglio parole al caso, parole proprio quelle che spesso per quanto spesso possano essere utilizzate come sinonimi, in realtà sono tutt’altro. Quanta poca importanza l’uomo d’oggi dà alle parole, quanto addosso se le fa scivolare senza chiedersi cosa l’interlocutore stia realmente dicendo?

Troppo spesso, purtroppo. Non solo nella musica, ma nella vita di tutti i giorni. E questo ci disabitua all’ascolto, ci blocca nei nostri schemi e ci consente di vivere soltanto seguendo un libretto di istruzioni predefinite. Credo che l’ascolto sia l’arma più potente per capire il mondo, le persone, gli avvenimenti e se stessi. Il meccanismo che si instaura è semplice e malato: se nessuno ascolta quello che dici, puoi anche permetterti di dire cose orribili o prive di significato. E così facendo si crea un vortice di parole vuote che mettono in circolo negatività e pochi contenuti. E c’è anche il rischio di perdere le parole di chi avrebbe realmente qualcosa da dire. Nelle canzoni tutto ciò è dominante, e la musica sta cambiando anche per questo: i testi vengono sottovalutati, poco ascoltati e lasciati in secondo piano. Spesso vengono utilizzate frasi fatte e argomenti comuni, senza ricerca. Io, personalmente, adoro gli artisti che sanno scrivere e hanno argomenti su cui scrivere. Passo giornate intere a scrivere, a cercare i giusti termini e ha dare una poetica alle mie canzoni. Considero il testo la parte più importante e fondamentale di una composizione.

Video Alla Follia: https://www.youtube.com/watch?v=PrfJtguMeXY

3) I media, ci bombardano, sempre più, con notizie ridondanti, il più delle volte per mascherare ciò che editori e grandi magnati tramano, quell’uomo seminudo del video-clip “Alla follia” che facendosi strada nella vita è destinato ad accomodarsi e sottostare a tutto ciò che il sistema impone, continuerà a mascherarsi (Maschere, tra l’altro, è il titolo del suo album) o qualcuno su questa Terra riesce a liberarsi, o quantomeno non ha la necessità di nascondersi dietro maschere pirandelliane?

Copertina%20MaschereCredo che la prima necessità di mascherarsi venga da se stessi. L’equilibrio tra i vari aspetti di una personalità sono alla base di ogni relazione con gli altri, con la società, il lavoro e il mondo. Quasi sempre si indossano maschere per cercare di essere quello che non si è, per fuggire dalla paura di non riuscire ad accettarsi e quindi non essere accettati dagli altri. I media intervengono proprio qui, in questa ferita aperta situata tra le convinzioni e le paure di una persona che si sente giudicata e teme il confronto diretto. Così siamo indotti a indossare maschere ovunque e in ogni momento della vita. Spesso indossiamo talmente a lungo una maschera che la confondiamo con la nostra vera faccia. Credo che l’unico modo per riuscire a spogliarsi di tutto sia la sincerità assoluta, quella che risiede nella capacità di esprimere un pensiero sul nascere, una parola, un gesto o un’espressione. La sincerità porta all’accettazione di se stessi e quindi a trasformare anche i peggiori difetti in caratteristiche uniche. E’ questione di punti di vista, di sapersi guardare. Per me è sempre difficile guardarmi allo specchio, e molto spesso il palco è l’unico vero luogo dove sento di essere in equilibrio con tutto il resto. Questi momenti mi trasmettono fiducia e mi fanno capire che si può vivere senza maschere. Sono sicuro che ci siano tante persone vere, sincere ed equilibrate, e sono quelle che fanno bene a tutto. Io sono in un percorso evolutivo costante e miro proprio a questo obiettivo.

4) Quanto freddo faceva quando ha girato il videoclip?

Ah!! Moltissimo! Abbiamo girato tutto il video in un solo giorno, durante la prima metà di febbraio. Erano 4 gradi, e il bosco che ci ha ospitati presentava tanti alberi “sempreverdi” alti e possenti. Dico questo per spiegare che il sottobosco era totalmente all’ombra, quindi freddissimo. L’erba sulla quale mi sono steso assomigliava molto ad una lastra di ghiaccio. Per le scene di nudo abbiamo impiegato 4 ore, durante le quali non potevo indossare nulla a causa del rischio di rovinare il trucco che avevo addosso, cioè le scritte e le ferite. E’ stata un’esperienza fisicamente estrema, ma l’idea di un video così forte era un sogno che avevo da sempre, ed è stata una delle avventure più incredibili della mia vita.

5) Cosa ha fatto di più folle nella sua vita?

Qualche anno fa ho risalito un fiume in una riserva naturale incontaminata senza sentieri, ne segnaletica, ne altro. Con me avevo un zaino contenente 3 litri d’acqua, 20 barrette energetiche, un sacco a pelo e una torcia. Niente cellulare, niente bussola, niente di niente. E’ stato un ritorno selvaggio alla natura, una follia totale, dalla foce alla sorgente, circa 50 km di pura pazzia. Nonostante le immense difficoltà, alla fine sono riuscito nell’impresa, aiutato da una buona dose di fortuna.

6) Leggendo la parola follia, mi è venuta in mente la frase di Papa Francesco “La guerra è follia”. Cosa ne pensa della guerra?

La guerra uccide, e questo mi sembra già troppo. Uccidere è il contrario della vita, ed io sono un grande sostenitore della vita. La guerra toglie la vita, la guerra è un avvenimento terribile. Però la guerra è dentro l’essere umano, nella sua natura. Per quanto la religione ci dica di perdonare il prossimo, l’istinto ci dice il contrario. Quando qualcuno ti fa un torto, istintivamente ti muovi contro di lui, ti arrabbi e ti vuoi vendicare. Le guerre spesso vengono mosse dalla rabbia e dalla vendetta, ma in questi anni no. In questi anni le guerre vengono mosse da falsi ideali, e questo è ancora più pericoloso, perché quando l’obiettivo di qualcuno è la morte e non la vita, nessuno si può difendere ne intimorirlo. Se un individuo vuole morire e portare con se altri essere umani, crea una guerra che non si può contrastare. Questa è follia.

7) Si definisce un comunicatore, sono concorde con lei nell’affermare che ogni essere umano ha il diritto di esprimersi come più gli piace. La musica è un’arte senza eguali, in molti la definiscono una manifestazione divina, uno di questi era Bob Marley, che tra l’altro, affermava che “la musica è il canto della Terra” e che “La musica può rendere gli uomini liberi”. Secondo lei, i musicisti dovrebbero mobilitarsi nel fare qualcosa di concreto per realizzare ciò che uno dei più grandi musicisti di tutti i tempi, oltre che capo spirituale e pacifista quale Bob Marley asseriva?

La musica è per prima cosa un linguaggio emozionale. Un linguaggio serve a comunicare. E’ un modo di trasmettere una vibrazione, è uno spazio invisibile tra un cuore ed un altro. Chiunque ascolti una canzone, di qualunque razza o religione o parte del mondo sia, riceverà un senso profondo che si porterà sempre con se. Nello stesso modo, chi DavidePagnini2compone una musica e scrive una canzone, allinea tutte le sue cellule e le sue energie nella stessa direzione e si evolve in un essere migliore. Questo è “essere liberi”, come dice Bob, grazie alla musica. Unirsi con se stessi creando un qualcosa che prima non c’era e che ti permette di vibrare e far vibrare altri essere viventi come te. Questa è libertà e pace, è la diversità che rende bello il pianeta e il saper apprezzare la verità degli altri. Ognuno ha la sua, bisogna rispettarla e unirsi dove si può, ad esempio grazie ad una canzone. Credo che il miglior modo che i musicisti abbiamo per concretizzare gli ideali di Marley sia quello di continuare a creare musica nuova, non mollare, non fermarsi di fronte a giudizi negativi, a cattiverie, a disprezzo e falsità. Avere il coraggio di continuare ad esprimere se stessi e stare bene, trovare il proprio linguaggio. Questo è il potere della musica: creare pace e benessere.

8) In “Chiedersi perché” intona “l’importanza di sperare senza chiedersi perché, infondo esser se stesso resterà la soluzione, la speranza di sperare senza chiedersi perché”. Quanto importante è la speranza?

Video Chiedersi perché: https://www.youtube.com/watch?v=G5BAladthWc

La speranza è tutto. Se tu non speri nemmeno di poter fare una cosa, non hai motivo di provarci. Crederci è ancora di più, esserne sicuri è meglio ancora, ma sperare è il minimo che si possa avere per mettersi in moto nei confronti di qualcosa o qualcuno. Quando dico “la speranza di sperare senza chiedersi perché” mi riferisco al fatto di non porsi troppe domande nei confronti della speranza, che a volte arriva inaspettata e sembra quasi impossibile da accettare. La speranza, spesso, ti spinge verso azioni che razionalmente ti sembrerebbero impossibili o inutili. Però, in fondo, ci speri, e allora provi a fare qualcosa per raggiungere l’obiettivo. Ci speri e a volte ce la fai. Ed è tutto merito della speranza.

9) “Rosso di sera più di ogni tramonto colora…dovremmo ascoltare noi stessi. Frastuono che diventa calma. La vita di un tramonto che comincia all’alba”. La sua esortazione ad essere se stessi che rinviene anche in questo brano non può essere sottaciuta. Ascoltando questa canzone non posso fare a meno di pensare a quante cose inutili abbiamo nella testa, direbbe Pino Daniele, l’apprezzamento del tramonto a discapito dell’alba vera progenitrice, il frastuono che imperversa nelle nostre vite intorno a fatti eclatanti e l’assordante silenzio che ne deriva quando quella notizia, come direbbe qualche sedicente giornalista, “non fa più notizia”. L’amore è …(in generale)

Video Rosso di sera: https://www.youtube.com/watch?v=ozA-wuOeMvg

L’amore è un grande pittore, come dico in “Rosso di Sera”, un pittore che colora il mondo ancor più di un tramonto. Io adoro i tramonti, il colore di quel preciso istante della giornata che mischia tutto e risolve gli attimi difficili. Apre i pensieri, confonde le idee e ne crea di nuove, più positive, più variopinte. Mentre ammiravo un tramonto dalla spiaggia della mia città, mi è venuta l’idea di paragonare i due più grandi pittori del mondo, il tramonto e l’amore. L’amore va inteso nei confronti di tutte le cose, non soltanto quello tra le persone. E’ quella spinta che ti accende il motore e muove il tuo spirito verso qualsiasi cosa. Le creature, gli avvenimenti, le relazioni ed ogni aspetto del mondo generato da una forma d’amore è più colorato e vivo di qualsiasi altro. Vince l’amore, vince l’amore.

10) Ha iniziato la sua carriera collaborando con Francesco Gazzè (fratello e autore del più conosciuto Max Gazzè), con quale musicista le piacerebbe intraprendere una collaborazione?

Francesco è stato un grande punto di riferimento artistico, una spinta iniziale fortissima e una fondamentale scuola di scrittura che mi ha permesso di perfezionare e coltivare il mio talento compositivo. Lui ha sempre creduto in me, possiamo dire che “mi ha scoperto” e da subito abbiamo stretto un legame artistico e umano molto intenso. Tutt’ora è uno dei miei più grandi amici insieme al mio produttore Raffaele Montanari che è l’altro mio grande punto di riferimento. Se devo scegliere un artista con cui vivere una collaborazione, dico Niccolò Fabi, un punto di riferimento per me e per tutti i cantautori moderni. Sono totalmente in linea con il suo modo di esprimersi e manifestare energia mentre lo fa. Credo che una collaborazione con lui svilupperebbe fantastici risultati.

11)Sogni nel cassetto.

Sogno di salire su grandi palchi, con grandi pubblici e grandi canzoni scritte da me. Sogno di migliorare ogni giorno di più e di innamorarmi della vita con sfumature diverse. Sogno di continuare a sognare.

Sito web: http://www.davidepagnini.com/

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/davidepagniniofficial/

Canale Soundcloud: https://soundcloud.com/davide-pagnini/sets/maschere-1

Spotify: https://play.spotify.com/album/6KjyIqNLM0aAGi0BFYsz1i?play=true&utm_source=open.spotify.com&utm_medium=open

Su il periodico Il Dialogo (www.ildialogo.org)

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