Intervista Mc Baco (Armando Olimpio Rolando Minasi)

Intervista Mc Baco

(Armando Olimpio Rolando Minasi)

Mc Baco, singer e dj napoletano, comincia ad affacciarsi sulle scene reggae nel 2003, come selecta ed Mc nel “Broncorotto Sound System”. Ha collaborato con la maggior parte dei sound campani e con diversi a livello nazionale, preferendo sempre più il microfono ai piatti. Nel 2006 dà vita al progetto “Broncorotto Band”, una live band di cinque elementi che autoproduce nel 2008 il cd “Grass Glass”, composto da 11 travolgenti tracce permeate da una profonda sensibilità sociale e da una coscienza critica attenta e ironica. I testi, che trovano nel dialetto napoletano l’ideale veicolo espressivo, sono spesso duri e taglienti, intrisi di amara ironia e lucida critica sociale serbando però, uno spiraglio di luce, una possibilità di futuro migliore, una speranza per tutte le genti oppresse da avverse condizioni di vita, reali o mentali.

Nel 2010 il Berluska prodotto su supporto vinile 7″ su un ritmo veloce e coinvolgente, in questo singolo Mc Baco demolisce la patetica figuretta dell’ex presidente del Consiglio e della sua cricca di sodali di Governo, evidentemente più presi dall’urgenza di conservare i propri privilegi di casta, piuttosto che dalla necessità di operare per il bene della nazione. Nel 2012 Dubsenth riddim (con la collaborazione di artisti quali DenniS Alcapone,Afrikan Simba,Nereus Joseph,Blackout JA) sempre su suppoto vinile 7″ e nel 2012 al seed riddim con la collaborazione di artisti quali (Perfect,Gappy Ranks,Oba Simba,Blackout JA,Ras Zacharri,Raphael,Jah Jah Freddy,Kashela Kashela) sempre su supporto vinile 10″ . Appassionato di puro reggae/raggamuffin, ama incursioni nel rap, come la collaborazione all’album del 2008 “Bring da Noise”. Nel 2010 Mc Baco inizia la sua collaborazione con la label inglese Room in the Sky, presentando due tune new roots e partecipando al Master of reggae vol 2 e vol 3 su supporto vinile 12 “.
Ha inoltre collaborato con etichette quali ca.na .bis,king dubbist,rupa rupa records ,mystical powa,dub all sense ,Filomiusic records ,extsream greezly,mad soul record.
Tutti questi brani, oltre a quelli del disco d’esordio ”Grass Glass”(2008) e del nuovo album ”Int’ a Babylon”(2016), sono presenti nei concerti dal vivo, in un mix di new roots, incursioni nel raggamuffin, nello ska, echi dub e accenti bashment.

 

Intervista Mc Baco

a cura di Ester Giuseppina Coppola

  1. Come mai ha tre nomi (Armando Olimpio Rolando)?
Innanzitutto, grazie dell’intervista. Ho tre nomi perché il fu 11/08/1980 nacqui in Varallo Sesia e mio padre nel dichiarami all’anagrafe, l’ufficio anagrafe si dimenticò di mettere le virgole, un po’ mio padre dice che si dimenticò di mettermi le virgole e un po’ lui che ci marciava perché Armando è il nome di mio nonno, Olimpio di un altro nonno e Rolando di uno zio, quindi non ha scontentato nessuno.
  1. Perché Baco?
Baco viene da un passato in Olanda dove ho vissuto per 5-6 mesi, con altri napoletani e da lì un amico che viveva con noi, mi diede il soprannome di Baco, in quanto io dormivo in un sacco a pelo completamente verde e da lì disse: “la sera si addormenta baco e la mattina si sveglia farfalla”. Era quasi uno scherzo, da lì è sempre stato il mio soprannome e ne ho fatto un nome artistico. Mc come cantante e Baco.
  1. Quando si è avvicinato al reggae?
Si parla di tanti anni fa, era il ’92, alle scuole superiori, con gli amici registravamo le cassette da Peter Tosh a Bob Marley, Bunny Wailer, ascoltando quelle cassette, consumandole, appassionandoci. In quell’estate gli amici facevano percussioni su jamming e io iniziavo a fare dei free style cantando e molti mi dicevano lo sai che sei bravo. Iniziai a registrare i primi pezzi ed è nato tutto.
  1. In passato, è stato speaker radiofonico, cosa ha imparato da quell’esperienza, la riascolteremo nei panni di speaker?
Ho fatto per molti anni lo speaker radiofonico per web radio, è stata una bellissima esperienza perché con la radio arrivi a casa della gente, basta una connessione Internet ed arrivi dappertutto. Mi diverte moltissimo, ma purtroppo visti i vari impegni sia di produzione, musicali, lavorativi a qualcosa bisogna rinunciare. Non credo che farò di nuovo radio però è una cosa che mi ha sempre divertito anche perché ho una collezione di dischi infinita che non suono neanche più, ce l’ho a casa e sarebbe bello poter ricominciare, però farla in una maniera più professionale, anzi butto un’idea, secondo me ci dovrebbe essere, ci vorrebbe, almeno localmente, in Campania, una radio in FM che diffonda reggae almeno una-due volte a settimana.
  1. Ha innumerevoli collaborazioni artistiche. Come decide le collaborazioni? C’è qualcuno in particolare con cui vorrebbe collaborare?
Le collaborazioni artistiche da Dennis Al Capone con cui ho lavorato ad African Simba, Blackout Ja (nome d’arte di Cristopher Hendrix)sono nate tutte per d’amicizia cioè sentendoci nei live, trovandoci a Londra un po’ in giro, sono nate per amicizia, nel senso mi piaceva il loro stile e a loro il mio e sono nate così. La decisione delle collaborazioni nasce sicuramente dal loro modo d’intravedere la reggae music che comunque è musica di militanza, musica per la gente che soffre e quello che loro hanno cantato in passato e che continuano a cantare è quello che a me interessa più di tutto.
Certamente, il sogno è di collaborare con Sizzla, Capleton i più alti nella scena, il futuro è quello, lavoriamo piano piano anche noi per crescere e dare un’opportunità agli ascoltatori di sentire delle belle collaborazioni. Se mi permetti in quest’intervista vorrei ringraziare Dennis Al Capone che mi ha aiutato tantissimo nelle varie collaborazioni e nel chiamare altri artisti e mettermi a disposizione di Show ed altri artisti che lui conosceva.
  1. Il primo album s’intitola “Grass Glass” (2008), perché?
Grass Glass perché nel lontano 2003, se non mi sbaglio, la data precisa non la ricordo, iniziò a circolare nel mercato nero marijuana tagliata con silicio o vetro, in Inghilterra sono morti anche 20-30 giovani perché fumando quest’erba al silicio che ostruiva i polmoni si moriva. Arrivò anche in Campania quest’erba al vetro, al silicio e io per 8-9 mesi non ho più fumato perché comunque per me era assurdo pagare per un erba che ti ammazzasse. Allora, da lì decisi di fare un album su quel concetto perché praticamente ciò che ci propongono i politici o lo Stato che ci dice dobbiamo preservare la salute del cittadino e poi comunque guadagnando sul mercato nero ti ammazza. È così anche con le sigarette e con l’alcool e con tutto.
  1. Nella canzone O’ Sabbione (Grass Glass -2008) affronta il tema riguardante la marijuana, perché legalizzarla?
Perché, oggi, legalizzare la marijuana è solamente un introito positivo, non stiamo neanche più a guardare se fa male o non fa male, in Colorado l’hanno legalizzata e in un anno hanno restituito tutte le tasse pagate dallo Stato del Colorado, in California lo stesso, in Olanda è sempre un bordeline, nel senso che è legale e illegale, però comunque gli introiti e il turismo portano soldi. Oggi, se proprio non vogliono legalizzarla per dire ok tu vuoi fare quel che vuoi fare, almeno legalizzatela almeno per l’introito monetario perché alcuni Stati si sono risollevati da deficit allucinanti. Per il mio parere e per il mio pensiero ognuno è libero di fare quello che vuole, non credo che l’alcool faccia meno male della marijuana, o tantomeno le sigarette. Quindi se ci danno le sigarette e lo Stato ci tassa, l’alcool e lo Stato ci tassa, tassateci sull’erba che tra i tre è quello che fa meno male.
  1. Sia in Sangue per denare (vedi il video) che in Mi Sing (vedi il video) pone l’accento sulla mafia. Come contrastarla?
Bella domanda. Fin dai tempi della democrazia cristiana o del dopoguerra hanno sempre posto delle tematiche molto dure, nel senso, al tempo del dopoguerra, si diceva se voti comunisti vai all’inferno e quindi, ponevano la democrazia cristiana davanti. Oggi, invece, la camorra, la mafia non ha più quel risvolto di illegalità, la troviamo in società completamente legali, guadagnano, producono. Tanto è vero che Milano 2 è stata costruita dalla ‘ndrangheta, l’Expo è stato fatto con le imprese e i soldi della ‘ndrangheta, per poterla contrastare bisognerebbe fare pulizia nel mondo politico, perché oggi non siamo più governati da politici ma da mafiosi, da ‘ndranghetisti, da camorristi. Purtroppo ci vuole un risveglio delle persone. Purtroppo, in Italia, c’è ancora quel pensiero a dire tramite conoscenza prendo quel posto di lavoro, tramite conoscenza riesco a fare lavori nel piccolo, a casa mia senza avere problemi, conosco il messo comunale e riesco a fare i lavori senza problemi, oppure, ho conoscenze in polizia e nessuno mi tocca. Quindi, se usciamo da questa mentalità che per ottenere le cose non c’è bisogno delle conoscenze, ma solamente del proprio lavoro e delle proprie capacità riusciremo ad abbattere queste persone. Oggi la vedo dura perché dal dopoguerra ad adesso è solamente aumentata questa tipologia di modo di fare che è solamente assurda, infatti, la maggior parte dei giovani sono costretti a scappare perché non c’è più niente da fare.
  1. “…Paura per fomentare odio verso chi non si puòdifendere, la mediatica distorta fa credere falsità per verità e bene per malvagità….” canta in “Sangue per denare”, non si dovrebbe versare sangue per denaro, come eliminare la paura che oggi si concentra nei riguardi di immigrati e, in particolar modo, di mussulmani ?
Permettimi di parlare di come è nato il pezzo “Sangue per denaro”, infatti, nel video si vede che noi facciamo una specie di TG ed ancora oggi, a distanza di quasi 10 anni da quell’album, i nostri mass media, se noi ci facciamo caso, e lo guardiamo con un altro occhio senza paura, le prime tre notizie sono aggressione da parte di un marocchino, aggressione da parte di un immigrato, uccisa una persona si pensa che l’aggressore sia una persona di colore, cercano di fomentare odio e questa paura, perché loro sanno che stando uniti tutti quanti potremmo ribaltare le loro decisioni. Loro tendono a farci stare in casa a non farci vivere la vita odierna che è quella di stare insieme, come questa sera a Pratola Serra e quindi di ragionare con la nostra mente, ci bombardano per far sì che ragioniamo con la loro testa. Quindi, “Sangue per denaro” è anche ispirato anche alla guerra che è stata fatta in Iraq per prendere Saddam Hussein che c’erano le armi chimiche che poi queste armi chimiche non c’erano, è la stessa che è successa dopo tanti anni, ma magari le persone non ci pensano in Libia con Gheddafi prima gli mandavamo i soldi per bloccare l’immigrazione, degli extra comunitari e poi ad un certo punto quando gli serviva il gas e il petrolio l’hanno fatto fuori e questo parlando con molti artisti, permettimi di dirlo, Gheddafi si dice che voleva fare una moneta africana, così che l’Europa qualora dovesse comprare petrolio o gas dall’Africa doveva pagare in moneta africana, questa cosa non è stata bene alla Francia, all’Inghilterra, agli anglo-francofoni e l’hanno fatto fuori. Oggi, ci troviamo che in quelle terre che loro hanno distrutto in mano all’Isis che non è altro che un finanziamento dell’America per destabilizzare dei terreni e fare il loro comodo.
  1. La guerra è ….
La guerra è solamente un gioco dei potenti per poter destabilizzare dei territori, opprimere dei popoli e conquistare delle terre. Io non appoggio, ma anche chi suona con me o chi si avvicina al mondo del Broncorotto non appoggia nessuna tipologia di guerra, nessuna discriminazione oltre che razziale anche sessuale noi siamo per la parità di tutto e per la difesa del più debole sempre anche a costo di perderci noi ma questa è la nostra politica, più che politica è il nostro pensiero, politica è sbagliato perché i politici fanno solo i loro interessi.
  1. Nei suoi versi come in quelle dei cantanti che appartengono al mondo reggae, ma anche nel titolo di una canzone che dà il titolo al suo ultimo album (Int’ a Babilon, vedi il video al seguente link) compare la parola Babilonia. Cosa rappresenta?
Babilonia è tutto. Babilonia per me è il Vaticano, Babilonia è l’abuso di potere, Babilonia è tutto ciò che va contro i principi umanitari. Babilonia sono i politici, è colui che ti costringe a lavorare 13 ore al giorno sottopagato. Babilonia è chi usa la violenza per farti stare al tuo posto questa è Babilonia che nei cenni storici tutti sanno cos’è Babilonia. Nel reggae si usa, appunto, tutto quello che è male e che va contro il progresso e lo sviluppo umano delle persone che credono nell’amore, nell’uguaglianza e nella pace.
  1. Nel suo ultimo album evidenzia lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo nella canzone “Tra fierr’ e lavoro” ( vedi link) canta “…tra fierr’ e lavoro ancora si muore…”, il disagio sociale fa aumentare inevitabilmente la condizione di schiavitù, la povertà fa sì che gli ultimi siano coloro i quali finiscano con il pagarne le conseguenze, siano essi bianchi, neri o gialli. Come tutelare i lavoratori?
Permettimi di dire che “Tra fierr’ e lavoro” , lo dico anche nei live, anche se ultimamente non lo dico neanche più, è stata scritta per un amico che viveva a Bagnoli e in quanto Bagnoli è un piatto ricco, nella ricostruzione nel risanamento, dopo 20 anni non è stato fatto niente per la rivalutazione di Bagnoli e lui con la sua famiglia si è dovuto trasferire a Brescia, perché gli è stata tolta la casa, gli è stato tolto tutto, si è dovuto trasferire a Brescia per lavorare e lui per pulire un tornio è morto sotto a questo tornio. Quindi “Tra fierr’ e lavoro” è stata dedicata a lui, è stata dedicata agli operai della Thyssenkrupp, è dedicata a tutte quelle persone che la mattina si alzano onestamente e vanno a lavorare sottopagati sfruttati, da un sistema che ci tiene così e ci vuole tenere così perché pensano sempre più al profitto e non al benessere delle persone, delle famiglie, di quelle persone che creano poi lo Stato, e creano poi tutto questo tessuto che porta avanti questa nazione che purtroppo per 400 politici magnacci non si sviluppa in niente. Oggi è ancora peggio perché si è creata un’altra tratta di schiavi, con la scusa che vengono illegalmente nel nostro Paese, comunque li vediamo nei campi a raccogliere pomodori, a raccogliere frutta, a raccogliere ortaggi, a lavorare a fare capolarato per pochi euro e vengono sfruttati e quindi noi daremo sempre voce a queste cose nel nostro piccolo diamo un occhio di attenzione su queste cose.
  1. Con Another Day , che vede la collaborazione di King Kong, affronta il tema della condizione carceraria, almeno al momento, i media su tale tema tacciono. La sua idea di carcere.
Per me il carcere deve essere rieducativo. Innanzitutto, è troppo lungo il periodo che vengono detenute le persone in attesa di processo e soprattutto, non è possibile che in carceri che detengono 1000-1200 persone ce ne siano 3000-4000. Il carcere di Poggioreale e tutti i carceri, posso parlare delle mia città, il carcere di Poggioreale è una bolgia allucinante e soprattutto si è venuto anche a sapere che nelle celle vengono picchiati i detenuti, vengono umiliati perché poi alla fine nel lasciare il libero arbitrio alle persone, all’essere umano capita che non è più una rieducazione, ma diventa un lagher, non è più neanche una galera è un vero e proprio lagher, un modo di tenere le persone schiacciate e quindi dopo anni di galera non vengono rieducati, ma peggio vengono avviati alla malavita, alla delinquenza, visto che hanno terreno fertile in questi ambienti.
  1. 130 Souls (con Blacout Ja) affronta la questione dei viaggi sui barconi che affrontano i migranti in cerca di vita migliore e che, purtroppo spesso perdono la vita in mezzo al Mediterraneo. Cosa si dovrebbe fare per evitare tali morti?
Noi questo pezzo lo scrivemmo perché nell’Isola dei Conigli ci morirono 130 persone affondando in un barcone. Questo pezzo è dedicato a tutte quelle persone che sono disposte a perdere la vita per la libertà. Sentiamo Salvini, sentiamo il Movimento 5 Stelle, sentiamo i nostri governi di destra, Forza Nuova, Casa Pound che dicono che queste persone vengono qui per rubare, per stuprare, io ricordo loro che tanti anni fa era la stessa cosa quando noi andavamo in America e venivamo discriminati, chiamati topi, ruba-lavoro ed è una storia che preoccupa e che si ripete sempre perché purtroppo quando l’economia va a picco l’unica cosa è aver paura dell’uomo nero o del più disagiato e purtroppo non è così. Per evitare tutto ciò, secondo me, le ambasciate, i vari Stati civili dovrebbero mettersi d’accordo e non avviare queste persone sui barconi, ma dire ok tu vuoi rifugiato per guerra ti facciamo una via di fuga, un lasciapassare, un documento, vieni in Italia ti diamo lo status di rifugiato, poi decidi tu dove vuoi andare, perché poi molti di loro in Italia non ci vogliono neanche stare, vogliono ricongiungersi con i loro parenti in Germania, in Stati che sono, mediamente, più civili di noi, anche se non sono molto civili, però l’Europa se ne deve fare carico, non può abbandonare, anche quando hanno deciso di stuprare le loro terre ai tempi delle colonie lo hanno fatto e zitti. Un po’ come ai tempi delle crociate, la storia insegna questo, noi abbiamo rubato a loro, è inutile dire sono neri rubano, stuprano e fanno è solo un’ideologia stupida di politica, bisogna prendersi la responsabilità. Se siamo andati in Libia e gli abbiamo distrutto lo Stato, se siamo stati in Iraq, se siamo stati in determinati Stati a fare guerre a fare tutto dobbiamo prenderci anche peso di queste famiglie, di queste persone che non hanno poi nulla a che vedere con il gioco politico che c’è dietro.
  1. Le faccio una domanda che ho fatto più volte citandola( vedi Intervista Sir Oliver Skardy, vedi Intervista Sandro Joyeux).Dovremmo guardare di più il mondo con gli occhi di un bambino perché ai loro occhi non c’è differenza (Nun ce sta differenze)?
È certo. Se guardate un bambino quando si avvicina la prima cosa che fa? Vi sorride, vuole giocare e questa frase mi è venuta, quando ai tempi dei Riot in Inghilterra che c’erano dei giovani che bruciavano i negozi, saccheggiavano i quartieri della terza quarta zona di Londra e io mi trovavo proprio lì perché ho degli amici che ci vivevano ed entrarono due poliziotti in questo locale di un amico e un bambino si avvicinò e con un sorriso incominciò a giocare con il poliziotto e da lì mi venne “agli occhi di un bambino non c’è differenza”, cioè ad un bambino che tu sei bianco, che tu sei nero, che tu sei giallo il sorriso te lo dà sempre e vuole giocare con tutti e quindi noi adulti dovremmo tornare a quell’essere bambini dove non c’è paura di niente, non c’è discriminazione e bisogna donare un sorriso a tutti e guardare con occhi positivi, quello che non facciamo noi, che attualmente guardiamo solo con occhi di paura, di non futuro.
  1. Progetti futuri.
Abbiamo in procinto di stampare altri due 7 pollici a settembre, poi da settembre/ottobre incominciamo a lavorare al nuovo disco, cercheremo sempre di arrivare quanto è più possibile alle persone con messaggi positivi, di amore e di rispetto per gli esseri umani, per quelle persone che comunque lavorano, sudano e che non hanno nulla a che vedere con i discorsi dei nostri politici che non ci rappresentano e che non vogliamo che ci rappresentino.
  1. Sogno nel cassetto.
Arrivare con la mia musica a quante più persone è possibile, arrivare a quanti più giovani è possibile, anche perché oggi come oggi la musica prende una piega veramente assurda è diventata solo droga, soldi, macchinoni, purtroppo la vita non è quello è amore, rispetto per il prossimo, uguaglianza, non è di certo oro, pellicce e donne.

 

Intervista pubblicata anche su www.ildialogo.org


 

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