Intervista a Simone Calati

Intervista

Simone Calati

a cura di

Ester Coppola

1)            Come si è avvicinato al fachirismo?

Qualche anno fa, circa una decina, di ritorno da un villaggio turistico nel quale avevo lavorato come animatore, intrapresi il piacere di dilettarmi con la giocoleria infuocata al solo scopo di divertimento personale, mi incuriosivano i mangiafuoco e volevo capire come fosse possibile gestire il fuoco sul corpo umano e non solo sugli attrezzi da giocoliere, un artista di strada mi fece vedere come faceva lui ma senza darmi troppe spiegazioni e appena tornato a casa ci provai. Dopo qualche tentativoe qualche bruciatura capii che ero anche io uno di quei mangiafuoco che mi piacevano tanto. Lavoravo, facevo il salumiere e per arrotondare e guadagnare qualcosa di più mi mettevo abusivamente in duomo a Milano con il mio cappello per terra. Un giorno conobbi su un social online un fachiro che mi raccontò quali erano i numeri che era in grado di fare e il mio primo istinto fu quellodi provarci perché eroconvinto di esserne portato naturalmente per via di alcuni miei trascorsi dell’infanzia… il risultato… ho scoperto quel giorno che anche io ero un fachiro e che volevo saperne di più perché ogni volta che provavo a fare un numero mi piaceva sempre di più e non vedevo l’ora dimostrarlo al pubblico.

Persi il lavoro e l’unica mia entrata economica arrivava dal fondo del mio cappello. Un po’ per amore dell’arte, un po’ per necessità sono diventato il Fachiro Simone

2)            Tutti possono fare il fachiro?

Chiunque sia naturalmente portato alla meditazione, al controllo totale delle percezioni e che abbia totale conoscenza e coscienza del dolore, sia sotto l’aspetto fisico, sia sotto l’aspetto psicologico.

3)            Quanto allenamento ci vuole per fare il fachiro?

Più di quanto si possa immaginare

4)            Cosa le piace di più di ciò che fa?

Quello che provo durante le mie esibizioni, le sensazioni che ricevo dalla mia mente… la pace assoluta, il totale distaccamento da questo mondo reso unoschifo dall’essere umano che rincorre solo il vile denaro a discapito della natura. Quando un fachiro fa il fachiro, fa parte della natura come un albero che mai inquinerà il suo habitat

5)            Le è mai capitato di sbagliare un’esibizione in qualche evento particolarmente importante?

In esibizione mai, al massimo mi è capitato di distrarmi durante dei numeri  difficili allora li ho interrotti e ricominciati da capo

6)            Si è mai fatto male a causa di qualche errore nell’esibizione?

Una volta mi ustionai un piede sui carboni ardenti

7)            Quali sono le esibizioni più pericolose e quella che le piace fare di più?

Il 12 maggio scorso sono riuscito a battere un certo Chaine Hultgreen (Australiano) in un ufficiale guinness world record, in 2 minuti mi feci passare 32 moto da cross sopra al corpo mentre stavo sdraiato su un letto di chiodi, penso che questa sia la cosa più pericolosa che ho fatto fin’ora.

Per quanto riguarda le preferenze per un numero piuttosto che un altro non credo di averne, amo tutto ciò che faccio a piedi nudi

8)            Vi è una differenza tra gli eventi ove partecipa in base alla posizione territoriale?

Purtroppo si, da Roma in su è più difficile far comprendere il fascino di un’esibizione coi serpenti (soprattutto alle istituzioni comunali)

9)            Lei si presentò al talent con il desiderio di poter comprare un camper , quanto complicata è spostarsi senza mezzi propri?

Con un letto di chiodi da 120kg, 20kg di vetro, taniche di carburante per incendiare l’attrezzatura da mangiafuoco, il mio bagaglio personale e il mio fedele amico a 4 zampe (che non sempre è il benvenuto sui mezzi pubblici) e le sue ciotole (scatolette, croccantini e acqua)…. È quasi impossibile ma ci si organizza e lo si fa lo stesso, piano piano senza fretta e soprattutto senza imporsi dei limiti di tempo.

10)         Quanto complicata è la vita di un’artista di strada(per vivere, per ricevere inviti)?

Non molto, lavorando in un mercato è facile riciclare un po di cibo, i fruttivendoli buttano un sacco di merce solo perché è brutta da vedere, i panettieri buttano il pane a fine giornata ecc… imparando ad arrangiarsi si può vivere molto bene con molto poco. Per i contatti, le biblioteche comunali hanno internet gratuitamente e al prezzo di un caffè al bar si può mettere un cellulare incarica qualche minuto (ma esistono anche i caricabatteria solari da spiaggia che non costano molto)

11)         C’è qualche manifestazione dove vorrebbe esibirsi? (portare in scena le sue esibizioni)

Mi piacerebbe arrivare oltreoceano e portare la mia arte nelle Americhe

12)         Cosa è cambiato dal talent  a oggi?

Ora ho una casa, un camper, mi sto creando una famiglia. Giorno per giorno costruisco la mia vita con ciò che la vita stessa mi propone.

13)         Cosa nota in chi assiste alle sue esibizioni?

Penso che ognuno abbia un motivo diverso da ciascun altro per fermarsi a guardare un’espressione artistica: interesse, stupore, incredulità, tempo da perdere, sopportare il figlio che vuole assistere, cercare di svelare il mistero dei fachiri… non lo so, io ho piacere a sentire quel suono che alla fine dello spettacolo mi riempie il cuore, il suono di tante mani che battono tra loro in segno di approvazione e pace.

14)         Sogno nel cassetto.

La serenità, la pace. Vivere la mia vita a pieno ritmo finché non finirà per poi ricominciare da capo.

 

Sulla rivista Il dialogo:

http://www.ildialogo.org/cEv.php?f=http%3A%2F%2Fwww.ildialogo.org%2Farte%2FNotizie_1417622054.htm

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