LE MIE CONFESSIONI SENZA CENSURE!!! di Davide Beltrano

LE MIE CONFESSIONI SENZA CENSURE!!! (http://davidebeltrano.blogspot.it/2014/06/le-mie-confessioni-senza-censure.html)
In questi tre anni, ma soprattutto nell’ultimo, dove sono stato ospitato da tante città e ho portato il mio spettacolo po…etico ovunque, tante volte ho nascosto delle cose, anche per aumentare la risonanza virtuale della mia ascesa, ma ora, voglio veramente mettermi a nudo, partendo dalla prima tappa, a Sanremo un anno fa.
QUESTE CONFESSIONI POTREBBERO DAR FASTIDIO A QUALCUNO, ME NE SCUSO, MA HO DECISO DI AUTOFLAGELLARMI!
Mancava una settimana alla mia prima uscita ufficiale, ma ancora non avevo visto il libro, nè la prefazione com’era stata inserita all’interno del volume. Per la prefazione ci furono problemi, in pratica Tania mi aveva detto che ci voleva un permesso scritto da Vasco ma io non potevo certamente contattarlo più. Allora chiesi a Stefano Salvati, mi disse Tania che era lui ad occuparsi in quel momento di permessi e roba del genere. Inviai la richiesta per mail a Salvati, dopo alcuni giorni mi disse che aveva parlato con Vasco il quale gli disse che non c’erano problemi per la prefazione e, soprattutto, che con il suo nome potevo fare qualsiasi cosa, tanta la sua fiducia nei miei confronti. Fu un giorno indimenticabile!!!
Comunque sia, ad una settimana alla prima presentazione, il libro non ero riuscito ancora a vederlo. Arrivai al punto di dire a Vitola, il mio editore, “Non vengo se non vedo prima il libro”, 3 giorni prima mi chiama Dino e mi dice “Allora, lo stiamo impaginando adesso, dimmi come lo vuoi. Abbiamo dei problemi con i diritti delle canzoni, ne dobbiamo mettere metà”!
Partii insieme a Simona. Arrivati a Sanremo aspettammo più di un’ora, poi vennero a prenderci. Il libro però non si vedeva ancora. Ci volle il giorno dopo per vederlo tra le mie mani. Ricordo ancora l’emozione, la voglia di mangiarmi il mondo. Poi dritti a Casa Sanremo, dove feci inutili interviste, inutili servizietti, con un tipo che mi fa durante un’intervista “Allora, cosa ne pensi dei Modà”, inutile dirvi che non gl’ho risposto bene.
Intanto nel pomeriggio, sfogliando il libro, mi accorsi che mancavano poche pagine all’interno, andai in paranoia totale, poi arrivò una telefonata di Vitola che mi disse che era stato fatto tutto a posta, per non farsi scopiazzare prima dell’uscita ufficiale.
Dino lo vidi solo nel pomeriggio. Andai al Royal Hotel mi pare. Vitola sembrava un boss: spaparanzato su un divanetto a parlare tranquillamente con altri colleghi dello spettacolo. Non era la prima volta che lo vedevo, ma cazzo, cosa volete, intimoriva! Poi andammo ancora a Casa Sanremo e nel bel mezzo del caos, venni catapultato in una trasmissione nazionale. C’erano tanti personaggi famosi come Patrizia Peroni, cronista di Formula Uno, ex concorrenti del Grande Fratello e il conduttore, molto gentile, che era un tipo che aveva partecipato all’Isola dei famosi, ma che non ricordo proprio come cazzo si chiamava. Parlavano di Sanremo, io non sapevo un cazzo. Blaterai due parole, ma ero impacciato e come un cazzone me ne stavo con il libro tra le mani, ma cos’altro potevo fare?!? Il giorno dopo quasi rischiavo di non tornare. Mancavano 50 euro da dare all’albergo e io ero partito solo con 20! Vitola era andato a dormire alle 8 del mattino, era in pieno sonno! Mi salvò Gina, una mia cara amica svizzera, che pagò la cena della sera prima e così andai via. Fu elettrizzante però!
Una settimana dopo presentavo il libro a casa mia, cioè, non proprio, in realtà era vicino casa mia, nella delegazione comunale. Più che una presentazione sembrava una cantina allegra con alcuni dei parenti che erano là proprio a farmi un piacere, però comprarono in molti il libro, alla fine, si, dai, fu carina la presentazione. Vitola naturalmente mi disse che sarebbe venuto ma poi ebbe il solito imprevisto dell’ultimo minuto. Ancora lo conoscevo da poco, poi capii che non lo faceva perché era stronzo, ma perché lui è proprio così, è Dino Vitola cazzo, cosa vuoi aggiungere di più!
Dopodiché iniziarono i preparativi per la Svizzera. Mi volle fortemente Gina Azzato. Una persona squisita che la prima volta venne da Basilea fino a Trebisacce in macchina per conoscermi, sarebbe inutile aggiungere altro. Fino all’ultimo giorno però non sapevo se dovessi andare o meno. Mancavano i soldi, poi i libri. Un casino della madonna che mi scombussolò le giornate. Alla fine partii. Mamma mia, non avevo mai oltrepassato i confini italiani. Io e la mia Simona! Arrivati, la Svizzera sembrava l’America, anzi, sembrava di stare in un film di Dracula con quel freddo terribile e quelle case così diverse. Porca miseria, si mise a piovere sempre!
Facemmo le prove appena arrivati, oh mio Dio, lo ricordo come fosse ieri ragazzi, sembrava di vivere un sogno. A Roma rischiai seriamente di perdere l’aereo per via di un malinteso con un collaboratore di Vitola, arrivammo stremati all’aereo. La sera stessa poi andammo a mangiare. Ci credevo davvero, ero convinto di poter fare quella strada: diventare uno scrittore affermato. Il giorno dopo erano previste 100 persone, ne arrivarono una quarantina, ma cazzo, che spettacolo. Io in un’altra stanza mentre la gente entrava, neanche fosse un concerto rock. L’entrata fu da brivido per me, con gente mai vista prima che era lì ad aspettarmi da minuti. Andò tutto a gonfie vele. Poi finita la presentazione ci fu il rinfresco dove rimasi folgorato da tutto.
Volevano la foto con me; l’autografo; volevano parlare e confrontarsi. Poi si avvicinò un signore che aveva assistito a tutta la presentazione ed era cieco. Mi ringraziò e mi disse alcune cose che mi toccarono l’anima; lui veniva dalla Sicilia. Prima di uscire fuori, andai in bagno e piansi per pochi secondi. Poi bagnai il viso e uscii fuori. Ero stremato, ma c’era un’altra presentazione, in un locale a Berna, forse un’esagerazione degl’organizzatori, ma io ero troppo felice. Sembravo davvero un grande artista, mi vengono i brividi a pensarci.
Nel locale di Berna andò tutto storto, dal primo all’ultimo minuto. Era una serata festosa e io ero stato inserito in un contesto totalmente inutile per il mio discorso. Mi ricordo la lunghissima attesa nel camerino, va bè, un ripostiglio, cosa credevate?!? Entrai sul palco e il microfono non si sentiva, l’audio era assente, i video proiettati né si vedevano, né si sentivano. La gente davanti a me che mangiava, rideva, alcuni mi prendevano per il culo.. due forse mi ascoltavano. Sul palco sbagliai ogni recitazione, la gente davanti a me maleducatamente parlava più forte e io urlavo ancora di più. Lo ammetto, forse diventai anche un po’ arrogante, ma non sapevo come difendermi, non mi aspettavo quell’accoglienza da cani. Finito il concerto poetico, me la presi con tutti e alzai la voce come un coglione contro Simona nel retro palco. Era stata la prima battuta d’arresto, forse. Prima di uscire recitai il passo della poesia finale dove c’era la parola “cazzi tuoi”! La gente finita la serata si lamentò per la mia volgarità, per l’impreparazione degl’organizzatori! Volevo morire!! Il giorno dopo era prevista una mia intervista, ma mi censurarono per salvaguardare la mia immagine. Fu lo speaker Pinto a prendere la decisione. Me ne andai dalla Svizzera in un triste pomeriggio di Domenica, mi sembra. Con Gina e suo marito ci salutammo, ma io ero triste, non doveva finire cosi!
ORA ASPETTA, NON DEVI SPARARTELO TUTTO ADESSO. PENSACI, CON CALMA, LEGGIMI QUANDO VUOI!!
Tornato a casa ero più deciso di prima. Organizzai con Matteo Baldi, un ragazzo che aveva fatto una tesina su Vasco e il fenomeno virtuale di Davide Beltrano, un’altra data a Pisa, precisamente a Pontedera. Era inutile fare tanti chilometri per fare una presentazione in una scuola dove tutto ciò non ci avrebbe portato neanche un euro, ma io volevo andare a tutti i costi, e c’era un motivo! Ritornavo nel posto dove dieci anni prima ero arrivato da Cosenza per giocare a calcio. Sembrava uno scherzo del destino, cazzo, ritornavo proprio nel posto dove avevo lasciato il sogno da calciatore. La presentazione alla scuola fu super, immensa! Fu quel giorno che mi venne in mente di affiancare alle mie poesie, la musica. L’aula era strapiena! Che botta di adrenalina. Nella poesia finale, il battito delle mani dei ragazzi colorava tutto. Quante illusioni mamma mia! Rivedevo un posto dove mi ricordava un altro Davide! Ritornai da vincente. Chiusi i conti con un passato che mi tormentava da sempre!!
Il pomeriggio invece avevamo una presentazione in una splendida libreria del posto. Erano previste una trentina di persone. Ad assistere al mio show erano solo in 7! il mio peggior numero!! Tutti ragazzi sotto i vent’anni o quasi. In quel preciso momento ho capito cosa voglia dire “Portare avanti lo spettacolo, sempre e dovunque”! C’è una foto, alla quale sono particolarmente legato, dove ci sono io e quei pochi ragazzi li ad ascoltarmi. È la foto più bella!!! Me ne andai da Pisa con ancora la convinzione che prima o poi avrei sfondato.
Lo stesso mese feci una presentazione in un pub a Terranova. Poca gente, ma l’organizzatore era fantastico. Capii che nella mia Terra era più dura che in altri luoghi! L’altra presentazione la feci durante una manifestazione dei “Cinque Stelle” a Rende (CS). Mi fecero esibire per ultimo, con poche persone ad assistere. Pensavo tra me e me “Ma chi cazzo me l’ha fatto fare”! Però erano tutti gentili, almeno quello! Giorni prima avevo rifatto una presentazione nella vicina delegazione comunale: uno schifo tremendo. Vennero in pochi e anche i parenti iniziarono ad annoiarsi. Dovevo cambiare qualcosa, dovevo inserire la musica. Ma ancora non era il momento giusto. C’era un’altra data super importante da affrontare: al Salone del libro di Torino!
Dino investii tanto per dedicarmi uno spazio interamente dedicato a me. Mi ricordo ancora quando mi chiamò per darmi la notizia. Ero alla Promessa di matrimonio di mio fratello e tutto sembrava più bello. A Torino avevamo tutto organizzato male, ma arrivarono in cinque, anzi, sei persone per me. Non erano sei persone, erano seimila in quel momento. Iniziai a fare lo show e pian piano, riuscii a riempire tutte le sedie. La gente passava, vedeva me urlare, dimenarmi e rimaneva ferma incuriosita. Addirittura alla fine alcuni di loro mi fecero delle domande!! Io durante lo show pensavo: “Non vedo l’ora di finire. Voglio andare a casa, basta, ho chiuso per sempre”. Eppure fingevo, ridevo, ma mi sentivo solo, tremendamente solo.
La presentazione successiva era decisiva, ad Avellino al Vasco day organizzato da Vincenzo Brillante. Feci giorni prima le prove con Giulio Perrone, giovane talentuoso conosciuto in una serata particolare insieme a Dino Vitola e a Cecilia Cesario nel retro di un Bar del mio posto. Era giunta l’ora di inserire la musica. Giulio era preparato, forse troppo. Andammo ad Avellino, Montefalcione, e giorni prima ero andato a Raiuno, Uno Mattina. A proposito, faccio una parentesi.
Andai a Roma per registrare la trasmissione. La prima tappa era a casa di Vitola, il mio fratello maggiore ormai. Insieme alla Simo riuscimmo, dopo minuti e minuti, a trovare la dimora di Dino. Entrare a casa sua senza di lui era molto strano. Appena entrai mi ritrovai davanti ad un museo incredibile. Foto con gli artisti migliori; tanti cd, libri e un Telegatto che splendeva stupendamente. Ci venne a prendere l’auto della Rai. Cazzo che botta. Sembrava una Luna Park lo studio. Io a Raiuno, il mio nome sul monitor della Rai. Durò tutto pochi minuti. Mentre parlavo, dopo dieci secondi, mi dicevano da dietro le telecamere di stringere. Finii tutto presto, ma ero troppo felice. Per me, Dino Vitola editore, era la casa editrice più bella di tutte. Mi giurai in quel momento che mai più avrei offerto i miei lavori ad altri. Andai via e forse, per la prima volta, mi dicevo tra me e me: “Ora spicchiamo il volo”!
Ad Avellino, si, eccoci qua. Vasco day organizzato dal Solo Vasco fan club di Benevento. Fu la prima tappa con la musica. Arrivai a Montefalcione: boom!! Sommerso dalla gente del posto. Sembrava fosse arrivato Vasco. Tutti e dico tutti, mi conoscevano, mi abbracciavano: ero uno di loro! Alcuni erano molto emozionati, non so spiegarvi, non ho davvero parole! Non ero neanche uscito dalla macchina che la gente mi abbracciava e parlava con me. Ero stordito da tanta bellezza. Iniziammo lo show. Durante esso capitò una cosa che mi diede tanto fastidio: arrivò Rocchetti per le prove, e tutti, come normale che sia, corsero da Rocchetti, musicista di Vasco. Rimasi bloccato ma andai avanti lo stesso, ormai sapevo come fare. Venne fuori uno show diverso. Erano tutti felici, io di più. Poi arrivò l’estate. Silenzio assoluto, anzi no, ad Agosto il Movimento Cinque Stelle di Amantea, creò uno spettacolo incentrato tutta sulla mia esibizione poetica: ne ero orgoglioso!! Portai 4 libri tanto per fare l’esposizione. Dopo la prima esibizione ne vendemmo due , dopo la seconda esibizione finimmo i libri. Alla terza esibizione, anzi, prima di essa, arrivò un super acquazzone e lo spettacolo venne interrotto. Era tutto finito, ma io avevo fatto la mia bella figura. Ero felice, ritornavo a sognare. Poi a fine spettacolo una signora mi fermò. Mi conosceva da tanto, veniva da Torino, era mia amica su fb. Che storia cazzo.
ECCO, ADESSO BISOGNA CHE TI FERMI! SE NON L’HAI FATTO PRIMA RIPRENDI FIATO! SONO CONFESSIONI, VERITA’! POTREBBERO PIACERTI, DARTI FASTIDIO O PEGGIO ANCORA: NON TE NE IMPORTERA’ UN CAZZO!!!
Il 31 Agosto fui invitato a Rogliano in un Festival canoro. Mi diedero un premio per il libro e l’impegno civile. Ero super orgoglioso. Ricevevo un premio!! L’esibizione sorprese molto i pochi presenti, anzi reduci, visto il freddo intenso della serata. Prima di entrare mi ricordo una signora sul retro del palco che mi disse: “Speriamo che voi fate musica divertente. Ma tu cosa canti”?! Non le risposi. Ma insomma, che cazzo potevo inventarmi?!? A Settembre venne fuori una nuova data, anzi, due, anzi tre, un mini tour a Spoleto per finire al Vasco day, organizzato da Sanda Sudor e Avis Spoleto. Tre giorni prima Giulio mi disse che non poteva esserci. Allora ecco che caddi nel panico più totale. Alla fine puntai tutto su Antonio Caruso, un giovane musicista conosciuto al Fabrizio Moro day. Lo conoscevo poco e sapevo bene che mi avrebbe detto di no. Chi avrebbe potuto fidarsi di un Folle?!? Poi mi richiamò: “Vengo”! E allora andiamo!!!
Tre giorni prima Sanda mi chiama e mi dice “Allora, avete fatto il biglietto del treno”?! Cazzarola, e chi ce l’aveva i soldi?!?! Sanda fece il miracolo e Avis ci finanziò tutto! Dovevamo spaccare, non c’erano più scuse!!
Facemmo le prove il giorno prima dello show, nella casa di Sanda, colei che ci aveva voluto fortemente. Sanda era, anzi, è un tipo particolare, nel senso buono del termine eh!; fuori le righe, anticonvenzionale, insomma, proprio una botta di elettricità in un caos di incasinamento mentale. Provammo tutta la serata. Avevo il mondo in mano. Tre show in due giorni: due scuole e la sera spettacolo all’aperto. Sembravano quei tornei estivi con la squadra di calcio da giovane. Tante partite in pochi giorni! La prima scuola era un Liceo. Un successo vero e proprio. Con Antonio ci trovavamo alla perfezione. I ragazzi e la gente che era venuta ad assistere, rimasero sorpresi, sconvolti. Immaginavo di portare il mio spettacolo ovunque in Italia. Il giorno dopo andammo alla Scuola professionale. Ci aspettavamo tutta l’aula magna piena, ma vennero solo due classi: tutti maschi. Fu una guerra. Molti neanche ascoltavano ma in qualche modo tirai fuori gl’artigli. Portammo a casa lo spettacolo, ma senza colpire più di tanto. In cuor mio era un’altra batosta, ma facevo finta che tutto fosse andato bene, anche perché Antonio aveva un equilibrio mentale instabile e se gli avessi che tutto era stato una cagata, non mi avrebbe dato il massimo la sera stessa!
Già, la sera stessa avremmo dovuto aprire il concerto del Vasco day. Il pomeriggio eravamo nervosi, taciturni. Sentivo troppo la pressione. Arrivò Rocchetti ma io neanche me lo filai di striscio, ero troppo nervoso e concentrato! Intanto a Spoleto eravamo diventati famosissimi. L’eco delle nostre due esibizioni si era diffuso in tutta la città. Ci conoscevano tutti porca puttana, che bello. Prima dello spettacolo venni travolto dall’affetto di alcune persone venute lì proprio per me. Era fantastico!! 15 minuti prima mi isolai da tutto e tutti.
Antonio partii con la musica e io da dietro iniziai ad annunciare lo spettacolo. Non volevo entrare. C’era troppa gente di sotto, troppe persone che mi conoscevano e volevano vedere che cazzo era sto Concerto Poetico. Mi elettrizzai molto. Sul palco, una volta entrato, andavo da una parte all’altra. La gente seguiva le mie poesie con la musica, quasi come fossero delle canzoni. In preda all’euforia feci cadere il cappello ad Antonio provocandogli imbarazzo. Poi mi stesi a terra e staccai l’aggeggio per poggiare il microfono mobile. Antonio prima dell’esibizione, non mi raccomandò altro: “Alla fine dammi il tuo microfono, anzi, lascialo là”. Non solo non glielo diedi, ma me lo portai via, lasciandolo in preda al panico. Poi tutto si risolse. Antonio rimase a cantare magicamente “Pensza” mentre io ero dietro il palco quasi in lacrime per l’emozione. Arrivò gente a farmi i complimenti, a congratularsi! Tutti ci conoscevano!!
Il giorno dopo ci furono malintesi con Sanda che mi rovinarono la festa. Era destino: io non dovevo mai essere felice completamente. Comunque sia, lasciammo un ricordo bellissimo a Spoleto. Chi c’era non si dimenticherà mai. Ciao Spoleto cara… E poi arrivò Dicembre.
ADESSO TIRATI SU! PRENDITI UNA PAUSA E GIA’ DA TANTO CHE TE LO DICO! POI ARRIVA L’ULTIMA PARTE, CI SIAMO!!
A Dicembre andai a Rossano, paese di Antonio Caruso, dove mezza sala era vuota e dove c’erano davvero pochissimi giovani… di età! Portai insieme a me, oltre che Simo, sempre e dovunque la mia forza, anche mio padre. Fu uno show stupendo e il passaparola si estese in tutta Rossano. Fu davvero un bel ricordo perché arrivai da sconosciuto e me ne andai da artista. Ma era chiaro, ormai scrivere non poteva essere un mestiere. Giorni prima, invece, feci una super presentazione alla Biblioteca del Comune di Castrolibero. Ritornavo dopo tre anni. Lì, nel 2010, ci fu la mia prima presentazione con il video di Vasco. Ritornare mi emozionava tantissimo. Questa volta la presentazione fu una delle migliori, escluso l’intervento finale dell’assessore, no dai, scherzo, furono tutti gentili e soprattutto.. rimasero sorpresi. Quel ragazzino che tre anni prima non parlava, ora, era uno show man. Ormai Giulio era stato sostituito da Antonio. Forse era giusto cosi, Antonio era un musicista, più perfezionista ma meno adrenalinico.
Le tappe successive erano da brividi. Avevamo due scuole: la scuola superiore nel mio Comune e la scuola a Cosenza, dove eravamo stati inseriti nel programma di “Buone feste cosentine”, dove per l’occasione venni anche pagato, 200 euro, va bè, pagato, quei soldi non li ho mai visti in vita mia… Giuro!
A Castrolibero fu faticoso. Tenere a bada cento ragazzi era impossibile. Tenerli a bada con la poesia poi!! Ci riuscimmo, ma non mi piacque un cazzo di come venne impostata la cosa, ma in fondo dovevamo essere già felici così, cosa volevamo di più?!? A Cosenza andò meglio, erano in pochi e i vigilantes-professori erano severi con i loro alunni. Però i ragazzi furono stupendamente attratti, fu a sorpresa uno dei concerti poetici più belli. I ragazzi erano partecipi, molto più di tanti altri, al pari dei ragazzi del Liceo di Spoleto!
Arrivò così il Natale, e io credevo che tutto potesse finalmente fermarsi, ma non fu così. A Gennaio ci furono le ultime due date. A Fagnano Castello la prima, nella Sala consiliare stracolma di ragazzi. Tutto organizzato da Sabrina Bianco, una ragazza del posto che fu gentilissima con tutti noi. Prima del Concerto ci fu uno strano discorso del Sindaco, un personaggio particolare in tutto e per tutto. Poi quando iniziammo il nostro spettacolo andò subito via. Lo show andò benino, cioè, né bene né male, ma sono io che son sempre stato severo con me stesso!! Quando finimmo il concerto Poetico, venne vicino a me un signore sulla sessantina. In lacrime mi disse che l’avevo emozionato. Cazzo quante persone me l’hanno detto durante quei spettacoli!
Ultima data a Rossano, in una scuola. Forse l’esibizione più bella di tutte. Sala stracolma, la gente già iniziava a conoscermi. Insieme ad Antonio spaccammo di brutto. Appena iniziai lo show arrivò subito un applauso incredibile che mi fece dimenticare tutte le parole: non mi era mai capitato. Alla fine di tutto gli organizzatori, Zangaro e Acri, ci portarono a mangiare in una sorta di agriturismo. Cazzo che patate!
Dopo quel Concerto non ho più cercato altre date. Dino ha avuto dopo pochi mesi un tumore al colon e io ho smesso di correre su e giù da un palco. Credo che sia stato bello così e non penso ritornerà più quel Concerto. Ma mi smentisco puntualmente poi. Tutto sa di nostalgia. Insieme a Vitola abbiamo creato un nuovo modo di fare presentazioni e spettacolo.
Credevo che tutto fosse possibile e se ti racconto tutto questo, non è perché poi come in ogni storia che si rispetti c’è la vittoria finale, ma c’è un epilogo che a seconda del lettore sarà vincente o perdente. Io mi sento in pari, ma mi è sempre stato sul cazzo pareggiare. Ho visto tante città, visto così tanti occhi che ce l’ho tutti nel cuore, anche quelli che proprio non volevano ascoltarmi. Ne son successe tante, ma proprio tante ed era ora di mettere tutto in chiaro, senza falsi proclami e slogan. Mi sono messo a nudo.
Il futuro?!? Bè, ho smesso di rincorrere il successo e ho iniziato a scrivere seriamente!! Tutto in mano alla mia casa editrice e insieme cresciamo, forse (il fumetto-romanzo Delirio sarà l’apice artistico). Però basta con le pressioni, anche perché l’ho sempre detto, all’improvviso cancellerò tutto e sparirò nel mio angolo di depressione. La storia continua o forse è già finita, ma sono le 4 del mattino cazzo, cosa debbo dire di più!!
Magari questa è una storia che fra tanti anni qualcuno la ricorderà, qualcun altro da essa imparerà, o se ne fregherà, come sempre! Non ho mai fatto progetti a lungo termine, ma mi son sempre perso nella mia cronica nostalgia. Son stato onesto con tutto e forse prima di chiudere per sempre il monitor, questo racconto rimarrà come un testamento, il mio testamento, le mie confessioni! Io non ho voglia di fermarmi, forse tutto questo è la partenza, io non lo so, ma di certo.. continuerò a scrivere per non morire… mai!!!

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