Rastafarianesimo: Intervista Ras Donato, di Ester Giuseppina Coppola

Rastafarianesimo: Intervista Ras Donato

di Ester Giuseppina Coppola

1.Chi è Jah Rastafari?

JAH RASTAFARI è l’invocazione della forza divina del Signore, Dio onnipotente creatore del cielo e della terra,

Padre, Figlio e Spirito Santo. InI riconosce il Cristo nel secondo avvento nella persona di Qadamawi Haile Selassie.

Per essere più letteralmente precisi:
JAH è l’abbreviazione di JAHVE’, così come indicato nelle Sacre Scritture.
TAFARI è il nome, al secolo, dell’Imperatore Haile Selassie Primo, prima di essere incoronato il 2 novembre 1930.
Ras, è un titolo nobiliare dell’Etiopia Imperiale.
2.Il Rastafarianesimo è trattato in Italia come una vera e propria religione?
In Italia la fede Rastafari non è ritenuta una vera e propria religione. Ma il nostro intento non è creare un’altra religione che si aggiunge alle tante, ma essere semplicemente riconosciuti in quanto tali.
Il concetto di religione oggigiorno è difficilmente definibile in maniera astratta, e non avrebbe ragione di esistere se non lo si colloca in una posizione culturale storicamente determinata, che faccia riferimento appunto a determinate situazioni storiche.
Per essere concisi, Noi ci fondiamo sull’esempio e gli insegnamenti di Sua Maestà Imperiale (d’ora in poi SMI) Haile Selassie I, che ne è il cardine della fede RasTafari. Egli è il 225° Imperatore, discendente della biblica dinastia di Davide e Salomone, una dinastia rimasta ininterrotta per tremila anni, terminata con Haile Selassie I.
Ci sentiamo eredi del cristianesimo, custoditi dalla tradizione etiopica ortodossa e crediamo che l’Imperatore attraverso il suo operato abbia attualizzato in chiave moderna, quanto già mostrato da Gesù 2000 anni prima.
Al di là di qualsiasi posizione teologica o metafisica che si possa avere del mondo e dell’esistenza, oggi noi vogliamo rappresentare quel qualcosa di nuovo che vede la fede in Dio, come qualcosa di concreto e non meramente astratto, attraverso la Persona reale e regale di Qadamawi Haile Selassie.
Riteniamo la fede come qualcosa di soggettivo e ci riteniamo contrari al settarismo religioso. Siamo per il rispetto delle altre culture religiose e non giudichiamo le loro vie; ma fermamente guardiamo all’Etiopia (citata in diverse occasioni nelle Sacre Scritture) come la Nuova Promised Land che nel tempo ha conservato incontaminata la storia rivelatrice di Cristo.
Nel modo più pratico e contemporaneo, in accordo alle volontà politiche di SMI Haile Selassie I e in sinergia con la nostra spiritualità, siamo per una moralità internazionale basata sul principio di sicurezza collettiva, per l’autodeterminazione dei popoli, sull’osservanza dei principi sanciti dalla carta dei diritti umani. Crediamo in un’eguaglianza in diritti e in doveri e in un ordine sovra-nazionale che ripudi la guerra e favorisca la pace.
Ci sono due canzoni con i relativi testi che possono offrire spunti di riflessione al nesso tra Rasta e religione.
Sono: Get up Stand up e One drop di Bob Marley.
3.Come è strutturato il Rastafarianesimo?
Nel “Rastafarianesimo” non esiste una struttura gerarchica organizzata. Un motto fra InI è “each one teach one” ovvero ognuno ha qualcosa da insegnare all’altro, di conseguenza si rispettano gli anziani che di sicuro hanno qualcosa in più da insegnare e la capacità di indicare un cammino spirituale.
Di quella che è stata l’origine storica e gli aspetti dottrinali abbiamo tantissimi testi e tradizioni orali sul quale è possibile comprenderne la sua evoluzione.
4.Quale è il filo conduttore che contraddistingue il Rastafarianesimo dalle altre confessioni religiose?
Il filo conduttore sono le Sacre Scritture. Il RasTaman non si è inventato niente di nuovo. È gia tutto scritto! Noi abbiamo letto soltanto il corso degli eventi, contemplando quindi la seconda venuta del Cristo nella Sua veste regale.
Se vogliamo essere più precisi la tradizione giudaico-cristiana custodita dalla Chiesa Ortodossa Tewahedo d’Etiopia è quel filo conduttore che ci porta ai giorni nostri. Da questo punto di vista, nulla di nuovo sotto al sole, per quanto qualcosa di Nuovo c’è.
Inoltre i Rasta nutrono profondo rispetto per altre confessioni monoteiste e per utilizzare un’espressione di Haile Selassie I si parla di “parentela spirituale” con altre culture storico-religiose.
5.In che cosa consistono i rituali del Rastafarianesimo?
Leggere e conoscere le Sacre Scritture; approfondire tutto ciò che riguarda la vita di Haile Selassie I, attraverso i suoi discorsi ed altri libri da noi ritenuti fondamentali.
Per il resto cerchiamo di condurre una vita (livity) sana e salutare per quello che è dato ad ognuno di noi. Viviamo secondo la pratica dell’Ital, un modo “vitale” di intendere il proprio rapporto con il Creato.
Avere rispetto delle cose e della natura. Molti di noi prediligono una dieta vegetariana, nel rispetto della vita, e comunque rimane una pratica molto soggettiva e nessuno è obbligato a fare una scelta in questo senso. D’altronde una dieta vegetariana è sempre stata una pratica esistente in molti cristiani che decidevano di astenersi dalle carni, in determinati periodi dell’anno; perciò secondo Noi non deve essere banalmente letta come una moda.
Durante le nostre celebrazioni includiamo sempre canti binghi, che sono un canto di preghiera e d’invocazione della forza dell’Onnipotente che nutre il nostro spirito per combattere e resistere a tutte le forme di ingiustizie e mali presenti in questo mondo. Questi canti sono accompagnati da un ritmo musicale cadenzato (come il battito del cuore) di tamburo e sonagli.
6. Qual è il vestiario, se ce n’è uno che contraddistingue chi presenzia ai rituali Rasta?
Non vi è un vestiario particolare che ci contraddistingue, per quanto durante i rituali è solito indossare abiti bianchi come simbolo di purezza e/o associati ai colori verde, giallo e rosso che rappresentano i colori della libertà, dell’amore e del rispetto, oltre ad essere i colori della bandiera dell’Etiopia.
Poi, abbiamo i dreadlocks se vogliamo, che caratterizza molti fedeli. Tale pratica trae la sua massima ispirazione da un antichissimo precetto biblico che è il voto di nazireato, ma non tutti i fedeli Rastafari fanno necessariamente voto di nazireato. In ogni caso i dreadlocks stabiliscono un particolare rapporto tra l’uomo e il Creato (I and I)
7.Secondo la religione Rasta i credenti devono fumare ganja/marijuana?
L’utilizzo della marijuana non è un dogma. Nessuno ha l’obbligo di fumare o assumere la ganjah in quanto RasTa. Ci sono molti di noi che non la utilizzano o non l’hanno mai utilizzata, per quanto ne abbiano attribuito una certa importanza. Con certezza possiamo solo dire che il Creato fu messo a disposizione di Adamo e quindi del genere umano, per poterne trarne vantaggio secondo un giusto utilizzo. Si possono citare tanti casi in cui l’utilizzo di questa pianta abbia dato giovamento al genere umano, al punto da essere utilizzata durante pratiche meditative e di esegesi.
8.Chi è Bob Marley per i Rasta?
Bob Marley è per noi, innanzitutto un Fratello. Ha avuto la capacità di sintetizzare e parafrasare al meglio il messaggio di Sua Maestà Imperiale Haile Selassie I nel mondo, avvalendosi dell’arma più pacifica che abbiamo: la musica.
Ha dato voce agli Ultimi, come il Cristo; ha rappresentato la voce del popolo oppresso, per certi versi salvandola dalla loro condizione. Ha elevato le coscienze di molti su cosa era il sistema di ingiustizia di babilonia.
La sua musica è stata così autentica che è destinata a durare per sempre, perché ha arricchito la vita di molti esseri umani. Era così istruttiva che può essere insegnata anche oggi nelle scuole.
La sua musica aveva come punto focale la lotta per la sopravvivenza dell’umanità intera. E di questi tempi non è un concetto scontato.
Robert Nesta Marley prima di morire si battezzò nella Chiesa Tewahedo d’Etiopia prendendo il nome di Berhane Selassie che significa “Luce della Trinità”.
Per dirla in tre parole (Word, sound and power), ha racchiuso nella sua musica tre concetti che si fondono in uno: la parola, il suono e la potenza del l’Altissimo.
9. Le ricorrenze Rasta più importanti.
Sono il 23 luglio in cui ricade la nascita di SMI, il 2 novembre giorno in cui Sua Maestà Imperiale Haile Selassie I si è rivelato al mondo come Imperatore. Poi, il 19 febbraio ricordato come il “Giorno dei Martiri”, il 5 maggio giorno della liberazione dell’Etiopia dall’occupazione fascista, la vittoria di Adwa il 2 marzo, il 31 luglio matrimonio delle loro Maestà Imperiali, 3 aprile nascita dell’Imperatrice Menen ed in genere tutte le festività celebrate dalla Chiesa Ortodossa Tewahedo d’Etiopia e quindi da Haile Selassie I.
10.Come si diventa Rasta?
Quando un giornalista pose la stessa domanda a Marley, lui rispose: devi rinascere! A parte questa risposta un po’ ironica, non si diventa RasTa! È qualcosa che senti e basta! Devi aver fede. Poi, come dire, le vie del Signore sono infinite.
Dell’essere Rasta puoi condividerne i valori, avere comunanze mistiche ed in spirito, ma non abbiamo manie di sentirci migliori di altri. Sappiamo solo che il Bene è raggiungibile attraverso una concreta attuazione degli insegnamenti di SMI Qadamawi Haile Selassie. Anche perché il male e il bene sono presenti in tutte le realtà, che sia una confessione religiosa, politica o quel che sia. L’importante è dimostrare con i fatti di essere vera testimonianza di JAH Rastafari facendo del bene ed essere in grado di mettersi degnamente al servizio degli altri, non solo di se stessi.
11.Come trovare altre informazioni sul Rastafarianesimo?
Il movimento Rastafari trae le sue origini tra gli africani della diaspora (i discendenti dei deportati schiavizzati portati in occidente), in particolare in Giamaica, come reazione alla cultura coloniale allora dominante. Influenzata dal movimento back-to-Africa e dall’etiopianismo, nel tempo ha assunto una dimensione universale.
Per certi versi eterogeneo a livello mondiale, in quanto influenzato dai contesti culturali in cui si è sviluppata, la fede RasTafari trova la sua unicità in Haile Selassie I.
Leggere la Bibbia, i libri della tradizione Cristiana Ortodossa Orientale, i discorsi pubblicati dal governo di SMI Haile Selassie I e i libri che direttamente testimoniano il suo operato, restano i principi ispiratori di tutti i Rasta. Senza dimenticare gli elder e le testimonianze di tutti coloro che hanno già intrapreso un cammino.
Per alcuni approfondimenti di seguito alcuni testi e link.
Riguardo i discorsi di Haile Selassie I:
  • Selected Speeches of His Imperial Majesty Haile Selassie I -One Drop Books -New York
  • Important Utterances of H.I.M Emperor Haile Selassie I -One Drop Books – New York
Movimento Rastafari
  • From Babylon to Rastafari – Origin and History of the Rastafarian Movement” (1999)
FEDE E MOVIMENTO (all’interno è possibile consultare le varie sezioni)
VIDEO
Il Leone di Giuda, vita e regno di Haile Selassie I youtube.com
Haile Selassie intervista Natale 1968 [SUB. ITA] youtube.com
Potete inoltre visitare il canale youtube Fari HigherVision
Intervista pubblicata anche su: www.ildialogo.org

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