LA VERGOGNA DI ESSERE ITALIANO

LA VERGOGNA DI ESSERE ITALIANO
di LUCA MAZZEO
(altro che Saviano faranno una gara di appalto per farmi la pelle)
Questo libro racconta in chiave ironica cosa significa Essere Italiano, dopo averlo letto, l’unica cosa che ti resterà da fare è un biglietto di sola andata. Il libro provocazione del 2012 nessuno si era mai spinto oltre

Read more

Il fuoco di Lorenzo

Il fuoco di Lorenzo di Annalisa Soddu

La recensione

di Gesualdo Sanneris (gesuo)

Il fuoco di Lorenzo

Quelli che vengono rappresentati ne “Il fuoco di Lorenzo” (Annalisa Soddu, ilmiolibro.it) non sono dei personaggi inventati, frutto della fervida fantasia di una narratrice abilissima. Sono carne viva e dolente di una umanità vera, a cui il nostro “mondo reale” non piace punto: sono i malati di mente. — Annalisa Soddu è una specialista che, in questo caso, scrive per le persone comuni. Scrive l’Autrice: “Spero che con le mie storie possiate comprendere meglio la sofferenza di questi ammalati… così che, se mai dovesse capitare di incontrarne qualcuno, lo trattiate come uno di voi…” vale a dire col dovuto rispetto. Queste sono parole rivolte a tutti noi, lettori comuni.– Ora, se Annalisa Soddu fosse stata una oncologa queste sue parole non avrebbero avuto gran senso (non esistono barzellette sui malati di cancro), ma Annalisa e una psichiatra, ed ecco che le sue parole un senso lo acquistano eccome! — Ognuno di noi conosce e racconta storielle sui matti. E pochissimi sfuggono alla tentazione di prendere in giro un disgraziato che ti dice che intende seriamente diventare una palla, come capita allo sfortunatissimo paziente della Dottoressa Annalisa Soddu. Ma c’è di più. Non esiste al mondo comico o umorista di qualunque genere, piccolo o grande che sia, che abbia rinunciato a rifornirsi da quella inesauribile fonte di ispirazione costituita dai malati di mente. — Perchè accade questo? — Ipotesi. L’Homo Sapiens è quello che è. La sua insensibilità per le altrui sofferenze non ha bisogno di essere dimostrata. Del resto noi ci divertiamo moltissimo pure con i sordi ( bersaglio fisso della comicità) e persino con la cecità, che troviamo anche nei cartoni animati e nei fumetti. Anche della balbuzie si ride moltissimo, un vecchio attore c’ha campato per anni. — In un tempo non troppo lontano i “signori” andavano a vedere i pazzi rinchiusi per farsi quattro risate. Oggi il divertimento è alla portata di tutti. — Dunque è vero che siamo cattivi e a tratti feroci. Ma forse la questione è un po’ più complicata. Non sarà che per la specie Homo Sapiens l’umorismo è una questione vitale, se non addirittura di sopravvivenza? Certo a volte l’umorismo scaturisce da fatti penosi. Uno che scivola e cade ci fa ridere; è secondario se si rompe una gamba. Ci fa ridere e tanto basta. — L’umorismo e la comicità sono benefici per la nostra salute (Patch Adams insegna), ma ci aiutano pure a convivere con le nostre inevitabili fragilità e debolezze. In fondo la depressione altro non è che l’azzeramento di qualsiasi senso dell’umorismo. E nessuno si suicida di buon umore. — Dunque forse non è per cinismo che ci fa ridere il mondo rovesciato dei pazzi. Del resto noi ridiamo pure di noi stessi medesimi, specie quando siamo soli. E viene il sospetto che le fobie, le paure, le smodate aspirazioni dei malati di mente siano le stesse che hanno gli altri che, come dice Annalisa Soddu, “credono” di essere sani. Cioè ognuno di noi. Ognuno di noi ha le sue fobie, le sue paure, le sue (segrete) aspirazioni più o meno smodate. Ognuno di noi “crede” di essere sano. Anche i pazzi. — Annalisa Soddu con questi ritratti, così vividi e così veri, con grande tatto ci fa una giusta raccomandazione: trattiamo con maggiore rispetto e senza cattiveria questi nostri sfortunati fratelli e sorelle. Come si dice dalle mie parti: non si può mai dire che di quell’acqua non ne berrò mai. — Grazie Annalisa per averci costretto a riflettere.

Read more